Cronache di un aspirante giornalista

Io, Chip e Chop e Comau

 

Ero sicuro che ci fosse. Avevo aperto quell’email almeno un paio di volte per assicurarmi di poter accedere, senza farmi prendere dal panico, alla piattaforma attraverso il link che mi aveva mandato l’agenzia.

Invece proprio dieci minuti prima dell’inizio della lezione in Comau l’email era sparita.

Controllai dappertutto ma quella figlia di puttana o era ascesa al cielo per grazia divina oppure qualcuno si era introdotto nel mio sistema e aveva fatto in modo che non vi potessi accedere per collegarmi con il resto del gruppo.

“Cazzo perché tutte a me?” riflettei mentre mi cacciavo una sigaretta in bocca. Ero nervoso perché proprio qualche settimana prima Google mi aveva avvisato che qualcuno aveva provato ad introdursi nel mio sistema.

Questo alimentava ogni sorta di dubbio.

Dovete sapere che studio giornalismo e che sono piuttosto bravo. Si, devo fare esperienza ma ho già pettinato i capelli a più di un personaggio.

Mi aspettavo di tutto da quella gente malata che faceva rimbalzare le loro chiappone ripiene di merda da una parte all’altra del mio sistema nervoso.

Mezz’ora dopo l’inizio del corso mi arrivò un’email con l’invito a partecipare alla lezione.

“Sei una testa di cazzo Vanni, lo vedi che è tutto in regola. Chissà dove sarà finita quell’email” mi dissi tra me e me.

Mi collegai con il resto del gruppo in pigiama e ebbi il piacere di conoscere due tipi che all’apparenza sembravano ingamba ma che poi si rivelarono piuttosto mediocri.

Nessuno mi disse niente né per il pigiama né per il fatto che disattivassi di continuo la telecamera e fumassi come uno scannato, obbligandomi comunque ad ascoltare l’omelia dei due sacerdoti.

Non vi racconto come si svolse il resto della mattinata perché l’unica cosa interessante di cui fummo protagonisti fu una sfida nel ricordare la data di alcuni eventi appartenenti alle varie rivoluzioni industriali.

Tutti si fecero in quattro per vincere quel gioco. Io arrivai penultimo.

Il pomeriggio invece fu fonte di divertimento e di stimolo.

 

Prima di ricollegarmi – ci era stata concessa la pausa pranzo – ebbi di nuovo la spiacevole conferma di non possedere l’email per accedere al corso.

Stessa storia, stesso posto, stesso bar, intonerebbe Ligabue se fosse stato sul bordo del mio letto con la chitarra e un microfono.

Alle 14.30 vengo invitato sempre tramite posta elettronica alla lezione. Questa volta vengo catapultato in un gruppo – gli insegnanti ci avevano diviso in gruppi di lavoro per svolgere un progetto imprenditoriale – e chiedo immediatamente quale sia la consegna. I miei compagni di squadra sembrano i classici tipi che ti guardano dall’alto verso il basso. Li posso capire, ancora non sapevano che gli avrei fatto ingoiare tanta di quella merda da strozzarsi.

Mi spiegano a bocconi il progetto e tento subito di dar man forte proponendo idee e mostrando il mio punto di vista.

Chip e Chop fanno orecchie da mercante e mi escludono dal dibattito. Non me lo dicono in faccia come fanno i veri uomini ma il loro desiderio di fare tutto da soli lasciandomi in disparte è palese.

Come se non bastasse utilizzano i miei suggerimenti.

 

Il progetto prevedeva di definire il profilo di un’azienda che attraverso una stampante 3D proponesse sul mercato un prodotto appartenente alla categoria occhiali, che fornisse un servizio ad un’azienda partner e che convincesse la stessa ad essere inclusa nel progetto.

“Scusate ragazzi io vado a cercare informazioni su facebook per la ricerca” feci sapere a Chip e Chop.

I due tizi mi risposero ok, stupiti e lasciandosi scappare un risolino.

Io feci finta di niente. Mi collegai a facebook e iniziai a far rimbalzare gli occhi sui fondoschiena delle ragazze che postavano le loro foto in bacheca.

In sottofondo i due rotti in culo facevano finta di essere i più grandi imprenditori nel campo dell’automazione industriale, ma io li avevo già stanati. Il loro progetto faceva cagare.

Per quanto il loro progetto facesse schifo però io non ne avevo nemmeno uno. Questo mi sarebbe costato passare per quello pigro, che fa casino e che non si vuole impegnare.

Ero fottuto!

Stavano assaggiando il mio sangue prima che venisse servita loro la portata principale: cioè la mia reputazione.

Poi mentre scrollo sullo schermo la bacheca di facebook mi colpisce addosso come un calcio in faccia il culo di Noemi, una ragazza del mio paese. Noemi è bellissima, così bella che potrebbe far resuscitare anche i morti.

Il suo sedere sembra che ondeggi attraverso lo schermo. È bello. Bello come il sole. Così bello che fa male a fissarlo.

“Cazzo!” Esclamo tra me e me. “Così bello che fa male a fissarlo!” “Ma certo” penso mordendomi il pugno. “Lenti da vista che proteggono dal sole. Ecco il prodotto che posso proporre per il mio progetto.”

“LO SAPEVO CHE GLI DEI MI AVREBBERO AIUTATO!” esulto contenendomi con la voce.

Mi metto a lavoro e scopro che il 70% delle lenti per occhiali da vista non protegge dai raggi UV.

“Perfetto” mi dico. “Ho un prodotto su cui fare leva per vincere l’appalto e un target di mercato. Ora mi serve proporre un servizio. Ma certo potrei proporre la sostituzione delle lenti ogni 4 anni con uno sconto del 50% sul prezzo di vendita. Sono un Dio!”

Ma non bastava. Dovevo umiliare Chip e Chop per avermi escluso dal progetto.

La consegna era stilare il profilo dell’azienda.

“ECCOVI IL PROFILO DELLA MIA AZIENDA STRONZI: siamo un’azienda nata dall’esclusione da parte dei miei ex soci da un progetto comune. I miei ex soci non hanno voluto condividere i valori di un gruppo: umiltà, generosità, spirito di squadra e empatia. Non siamo ancora sul mercato e vogliamo entrarci attraverso il crowfounding, ovvero una raccolta di fondi.”

Cosa potevo aggiungere ancora?

“Ma certo, ordinerò una conferenza stampa dove presenterò l’azienda e come è nata.”

 

Mi appunto tutto su uno straccio di foglio che se fosse stato sul bordo della vasca da bagno in attesa che mio padre ci si pulisse il culo, non avrebbe sollevato un caso.

Quando arriva il momento di esporre ognuno la propria idea faccio presente che sono stato escluso dal progetto iniziale e che non ho con me la presentazione di Power Point causa stress lavoro correlato.

Faccio presente che nonostante le difficoltà, la mia azienda vincerà l’appalto e snocciolo tutta la mia strategia.

Ovviamente il tipo che stava dietro la scrivania si mostra subito solidale con i miei avversari offrendogli la possibilità di farmi rimangiare la mia spocchia.

Ma io gli tengo testa e affermo che il loro progetto non ha un target di mercato, anzi che lo subisce passivamente e non offre nessun servizio degno di nota.

Chip e Chop mi rispondono che loro hanno i clienti al contrario di me.

Sto zitto perché non voglio infierire troppo sui due poveretti. “SCUSATE I CLIENTI VE LI SIETE FOTOCOPIATI IN COPISTERIA?”

Il silenzio era calato in aula. ERANO TUTTI PRONTI A BRINDARE CON IL MIO SANGUE SUL MIO CADAVERE MA AVEVANO SBAGLIATO GIORNO!

 

Giovanni Cugliari

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