Cronache di un aspirante giornalista

Io e una sexy professoressa

 

Allungai il caffè con del liquore. Avrei preferito con del whiskey ma in casa non ne avevamo neanche una goccia. Guai se ne avessi comprata anche solo una bottiglia. Mia madre me l’avrebbe incassata in una trappola a chiodi o qualcosa del genere.

Ero piuttosto soddisfatto di me stesso quel pomeriggio. Avevamo pubblicato un articolo interessante che come tema verteva sulle comunità LGBT, sulla sessualità e sulla mascolinità tossica, oltre che approfittava di un paio di commenti dell’intervistato sul mondo della prostituzione.

All’improvviso mi squillò il telefono.

“Mo’ chi cazzo è? pensai mentre cercavo di tirarlo fuori dai pantaloni.

“Come vedrai non ci sono molti problemi strutturali se non all’inizio. Per il resto è un racconto molto affascinante e misterioso nella sua brevità e agilità di lettura. Un altro problema sta nel finale, non sono immediati i desideri e la ricompensa dei protagonisti.”

Sotto al messaggio c’era il link al racconto che avevo mandato a Noemi, la mia editor, oltre che collaboratrice al giornale.

“Piccola Noemi” penso. “Grazie”

“Lo guarderò dopo cena” le scrivo.

Misi giù e ficcai il telefono nei pantaloni ma come mi sfilai una sigaretta dal pacchetto ecco che quella maledetta suoneria mi assalì di nuovo.

Questa volta era un commento su Facebook da parte di Cristiana che si difendeva dal mio attacco sui docenti che hanno manifestato la volontà, prima dell’inizio della scuola, di non tenere lezione.

Tenemmo un aspro dibattito in cui incassammo qualche colpo entrambi senza che nessuno dei due la spuntasse.

Così mi misi a fare una ricerca e postai un paio di articoli (uno di Vanity Fair) in cui era documentato che molti docenti si erano resi indisponibili per l’inizio dell’anno scolastico.

 

Così affondo i miei colpi su Cristiana. Le sue colleghe oltre a mostrarsi solidali con lei mi scherniscono per l’età, per il fatto che non abbia conseguito come loro due lauree e per il fatto che mi faccia coccolare da mia madre. Cosa non vera per altro visto che mia madre ha sempre un motivo per incazzarsi con me.

Insomma continuiamo a rincorrerci con i commenti senza che nessuno dei due ammetta di avere perso.

Invito Cristiana a mollare e a prestare il fianco al dissenso e all’opinione altrui, visto è considerato che parliamo di fatti documentati.

“Sto per darle scacco matto” aggiungo.

“Non si molla mai!” mi posta Cristiana sotto una tabella che riporta i dati ufficiali sui contagi nelle scuole nel mese di novembre e che a detta sua giustificherebbe i dubbi dei docenti.

Mi documento meglio.

Faccio correre gli occhi sulle parole che sono riportate negli articoli di Vanity Fair e di un’altra testata calabrese.

Poi le scrivo: “Ha vinto lei Cristiana, i docenti che hanno espresso la volontà di non presentarsi a lezione all’inizio dell’anno scolastico erano i così detti docenti fragili, ovvero coloro che hanno a carico patologie che metterebbero in discussione la loro salute e la loro vita se dovessero mai contrarre il virus”

Poi aggiungo: “Mi dia il suo indirizzo di casa. Le farò arrivare dei cioccolatini e dei fiori per scusarmi. Non sto scherzando.”

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Clicca QUI
X