Settore della cultura e dello spettacolo: Per Siae e Bocconi dati del 2020 disastrosi

Per il settore della cultura e dello spettacolo il 2020 rappresenta l’anno più duro con tutta la filiera costretta a pagare un prezzo altissimo a causa della pandemia.

I concerti hanno subito un calo degli ingressi dell’82,88% e dell’89,13% della spesa al botteghino, gli spettacoli sono calati del 69%, registrando -72% di ingressi, -77% di ricavi al botteghino e -76% di spesa per il pubblico. Questa situazione ha causato la perdita di 4 miliardi di euro.

I dati dell’annuario Siae 2020, presentati via streaming insieme ad una ricerca condotta dall’Università Bocconi, confermano quanto il settore sia letteralmente colato a picco.

Il ministro della cultura Franceschini si dichiara ottimista affermando che “nella crisi da pandemia, arte, spettacolo, cultura hanno conquistato una nuova centralità, lo dimostrano anche gli ultimi importanti investimenti del governo attraverso il Recovery Plan. Ora dobbiamo andare avanti, con una grande concentrazione sull’oggi, sulla creatività del contemporaneo. Bisogna aiutare ad emergere i talenti che abbiamo”.

Dalla ricerca svolta, basata su un’analisi trasversale dei dati Siae, si evince che molto difficilmente si tornerà al passato come se nulla fosse accaduto. Paola Dubini, responsabile del Centro Ask dell’Università Bocconi di Milano fa notare che le strategie degli operatori andranno cambiate, alzare il prezzo dei biglietti non sarà sufficiente e inoltre sottolinea di prestare attenzione alle concentrazioni nei territori, quindi la tendenza a concentrare gli spettacoli nelle grandi città, poiché il rischio sarebbe l’impoverimento di alcuni luoghi.

I ricercatori pensano che la strada della ripartenza del settore passa per i mesi estivi, poiché anche se nell’estate del 2020 i fatturati sono stati piuttosto bassi, quei mesi di riapertura hanno dimostrato che grazie alla possibilità di programmare aumentano fiducia e tendenza all’investimento da parte degli operatori. Inoltre cresce la disponibilità del pubblico a partecipare agli eventi.

Intanto dal 26 aprile teatri, cinema e spettacoli dal vivo sono tornati ad essere consentiti in zona gialla all’aperto. Al chiuso gli spettacoli sono consentiti con i limiti di capienza fissati per le sale dai protocolli anti-contagio. I musei hanno riaperto in zona gialla, invece le attività fieristiche ripartiranno dal primo luglio.

Nelle linee guida proposte dalle Regioni, per i cinema e gli spettacoli dal vivo non è possibile assistere allo spettacolo in piedi, i posti a sedere devono prevedere un distanziamento minimo tra gli spettatori, sia frontalmente che lateralmente, di almeno un metro con l’obbligo di utilizzo di mascherina per proteggere le vie respiratori, o in alternativa di almeno 2 metri con la facoltà di non indossare la mascherina finché si resta seduti al proprio posto.

Dario Tagliamacco

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