Amazon: Zero euro di tasse pagate nel 2020 in Europa

Il 2020, l’anno dello scoppio della pandemia è stato molto positivo per Amazon, la multinazionale infatti ha registrato 44 miliardi di euro di ricavi. Un risultato incredibile dovuto soprattutto al distanziamento sociale e al lockdown imposto dagli Stati che hanno fatto crescere gli acquisti online. Il colosso dell’e-commerce riuscirà nella difficile impresa di non pagare un centesimo di tasse al fisco del Lussemburgo, la nazione dove si trova la sede europea.

A rivelare questa notizia è stato il quotidiano britannico The Guardian che ha esaminato il bilancio di Amazon. La sede in Europa ha denunciato ricavi per 44 miliardi di euro, 12 in più rispetto al 2019, i guadagni sono frutto delle vendite in molti Paesi europei, tra i quali anche l’Italia.

Il giornale britannico, utilizzando un linguaggio diplomatico, ha annunciato una comunicazione di elusione fiscale, rilanciando il tema della tassazione globale per le grandi aziende. Secondo il The Guardian, nonostante i 44 miliardi di euro di ricavi, Amazon ha chiuso il bilancio con 1,2 miliardi di euro di perdite, tale “rosso” garantirebbe un credito d’imposta di 56 milioni di euro che si aggiunge ad altri sconti fiscali concordati tra la società di Bezos e il fisco del Lussemburgo. Il risultato finale è che la multinazionale non deve versare nulla nelle casse del fisco.

Il Corriere della Sera, ha ricordato però, che dal 2017 l’Unione Europea e il Granducato del Lussemburgo sono in lite per 250 milioni di euro di agevolazioni concesse alla multinazionale americana ritenute indebite. Bruxelles da anni ha ordinato al Lussemburgo di farsi restituire i 250 milioni di euro ma il piccolo Stato ubicato al centro dell’Europa oppone resistenza.

Dopo la pubblicazione dell’articolo è arrivata la replica del colosso degli acquisti online, “l’azienda paga tutte le tasse richieste in ogni Paese in cui operiamo” ha affermato l’ufficio stampa al The Guardian.

L’imposta sulle società si basa sui profitti, non sui ricavi, e i nostri profitti sono rimasti bassi a seguito dei nostri ingenti investimenti e del fatto che la vendita al dettaglio è un’attività altamente competitiva e con margini ridotti. Abbiamo investito ben oltre 78 miliardi di euro in Europa dal 2010 e gran parte di tale investimento è in infrastrutture che creano molte migliaia di nuovi posti di lavoro, generano entrate fiscali locali significative. Ora abbiamo 60 centri logistici, oltre 100 uffici aziendali e centri di sviluppo e oltre 135.000 dipendenti a tempo pieno in tutta Europa. E ci sono oltre 100.000 venditori terzi con sede nell’Ue”, ecco la posizione ufficiale dell’azienda.

Dalla Commissione Europea è arrivata la prima reazione alla notizia pubblicata dal The Guardian, “Non entriamo nei dettagli. In linea generale la Commissione ha adottato un’agenda molto ambiziosa in materia di fiscalità e contro le frodi fiscali, nelle prossime settimane pubblicheremo una comunicazione”, fanno sapere le fonti comunitarie.

L’Unione Europea ha da tempo aperto una discussione con partner internazionali per creare un’imposta minima globale per evitare la concorrenza fiscale al ribasso e contrastare i paradisi fiscali.

Dario Tagliamacco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Clicca QUI
X