Vaccini, sfiducia verso Astrazeneca, le persone vogliono il vaccino Pfizer

Coronavirus, lo scetticismo rallenta le somministrazioni del vaccino Astrazeneca

Sono molti i motivi per i quali in Italia le somministrazioni del vaccino Astrazeneca vanno a rilento, uno di questi è la diffidenza verso il siero della multinazionale anglo-svedese, rispetto agli altri autorizzati dall’Agenzia Europea per i medicinali.

I casi di trombosi segnalati dopo la somministrazione del vaccino e gli stop successivi ordinati dall’Ema, hanno spento la fiducia iniziale da parte degli italiani verso Astrazeneca e Jhonson & Jhonson.

Secondo l’eurobarometro della Commissione europea quasi il 50% degli italiani è convinto che i vaccini in generale possano causare effetti collaterali, un terzo crede che possano indebolire il sistema immunitario e il 32% pensa che possano causare la malattia che dovrebbero prevenire.

I dubbi verso il vaccino Astrazeneca si manifestano nelle dichiarazioni sindacali di alcune categorie professionali e dalle rinunce comunicate dai cittadini dopo aver fissato l’appuntamento per la vaccinazione.

La somministrazione del vaccino dell’azienda anglo-svedese non conduce una vita semplice anche per il cambio di rotta avvenuto durante i mesi, infatti è stata modificata la fascia d’età a cui è destinato in corso d’opera.

In questo momento si va a vedere il pelo nell’uovo rispetto ad eventi avversi, anziché considerare la complessità e il rischio legato al Covid. Il fatto che la Gran Bretagna abbia vaccinato quasi tutta la popolazione con il vaccino Astrazeneca è un elemento di conferma. Spero che la decisione dell’UE sia più legata ad aspetti commerciali, perché Astrazeneca non ha rispettato gli accordi. La comunicazione così cacofonica, diversificata, con questa eccessiva evidenziazione degli eventi avversi ha terrorizzato le persone, ormai la frittata è fatta”, così si è espresso il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario IRCCS Galeazzi di Milano, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”

Dato che il vaccino Astrazeneca desta non poche preoccupazioni, in regioni come la Campania si sta verificando una vera e propria corsa per farsi fare il vaccino prodotto dall’azienda statunitense Pfizer.

https://www.megliogioventu.com/2021/02/26/sputnik-v-vaccino-politico/

sfiducia verso Astrazeneca

Il nuovo piano di vaccini anti Covid 19 raccomanda l’utilizzo di vaccini a mRNA, quindi Pfizer e Moderna, per le categorie considerate estremamente vulnerabili e non i vaccini Astrazeneca e Jhonson & Jhonson.

Nel Lazio non si può scegliere la marca del vaccino ma si può accettare o rifiutare dopo aver finalizzato la prenotazione o in sede di somministrazione, ad esempio se una persona under 60 vedendo la siringa di Astrazeneca decide di non farsi vaccinare, potrà prenotarsi nuovamente in base alla disponibilità dei vaccini e inevitabilmente le attese si prolungheranno.

Il sito Salute Lazio non specifica la marca del vaccino somministrato nei vari centri, questo lo si viene a sapere solo dopo aver effettuato la prenotazione. Esiste comunque un modo per conoscere la marca, dopo aver inserito le credenziali sul sito Salute Lazio si apre una schermata con una mappa con tutti i punti vaccinali disponibili sul territorio. A lato di essa si trova il filtro delle disponibilità che offre la possibilità della ricerca per data, il modo più semplice per prenotarsi.

Scegliendo un orario tra quelli indicati, si ha accesso a una finestra che riporta il giorno della prima dose e anche del richiamo. Grazie a questo metodo è possibile sapere quale vaccino si sta per accettare, per quanto riguarda Pfizer, la data di richiamo è dopo 21 giorni, per Moderna 20, se invece si tratta di Astrazeneca l’attesa è di 3 mesi.

https://www.ilpost.it/2021/03/03/diffidenza-astrazeneca-vaccino/

Dario Tagliamacco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Clicca QUI
X